La musica è l’arte che, forse di più delle altre, unisce e rende possibile una socialità nuova e diversa che, soprattutto come giovani vissuti nell’era dello sviluppo tecnologico, necessitiamo sempre di più.
Perché abbiamo bisogno di questa socialità ?
I social network ci hanno reso sempre più solx e vulnerabilx, anestetizzatx dietro gli schermi dei nostri cellulari.
La pandemia ci ha costretto a dover vivere due anni chiusx nelle nostre case.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, soprattutto all’interno dei reel e dei tik tok, ci ha trasportato in una società dell’irreale, un multiverso vero e proprio, che rende sempre meno accessibile la comprensione delle dinamiche sociali e dei processi politici a chi è più fragile e meno privilegiato.
Noi, generazione Z, abbiamo bisogno di invertire questo paradigma, numerosi studi ci indicano che quasi il 10% della popolazione giovanile vive in condizioni di estremo ritiro sociale.
Date le condizioni, che abbiamo descritto in precedenza, sentiamo il bisogno di parlare nuovi linguaggi con chi attraversa i nostri spazi sociali. I vecchi linguaggi politici non funzionano più, il nostro obiettivo deve essere quello di cercare di trovare nuove parole d’ordine.
Attraverso l’arte, la musica e la socialità possiamo essere in grado di ribellarci a questa società di controllo e di dominio.
Perché, forse oggi, il bisogno primario della nostra generazione, e non solo, è più facile di quel che sembra: non vogliamo essere soli.
Queste serate, per noi, sono un atto politico di disobbedienza (ribellione vedete voi come vi piace di più), verso chi ci vuole sole, individualiste e infelici.
Vogliamo uscire anche dal brancaleone, vogliamo farci vedere nelle strade, nei quartieri e nelle piazze perché, oggi, la nostra parole d’ordine come generazione deve essere: NOI.
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